Ce l'hanno fatta. Ce l'abbiamo fatta, e' il caso di dirlo.
Lo scorso anno la delusione a poche ore dall'inizio del concerto, quest'anno il fato ha voluto regalarci quasi due ore di musica sorprendente e a tratti psichedelica, potente, accattivante.
Ippodromo gremito di spettatori ma soprattutto di adolescenti colorati e pettinati in stile simil-punk/dark-chic/trendy-elegant, tutti nel tentativo di emulare il frontman Brian Molko, che per l'occasione ha sfoggiato una camicetta simile ad una vestaglia da camera prima, ed un'altra piu' classica nera poi.
Si comincia con "Infra-red" e con diversi brani dall'ultimo album, in un crescendo vorticoso di suoni elettronici e chitarre prima un po' nascoste e poi sempre piu' esplosive. Molko, nonostante il suo metro e cinquanta di altezza, si dimostra perfetto padrone del palco, corre, si contorce, si muove sinuoso imbracciando la chitarra, a volte mostrando faccine dolci e occhi luccicosi e a volte alzando prontamente un dito medio a seconda delle esigenze del pezzo. Folla in delirio, si canta, si balla e ci si muove soprattutto al ritmo dei pezzi storici che non tardano ad arrivare.
"Every you, every me", "Song to say goodbye", "Sleeping with ghosts" riarrangiata e proposta in chiave piu' rockeggiante. E?poi "Taste in men", "Special K", una bellissima "Without you I'm nothing" ed altre ancora. La prima parte termina con la tanto attesa "Bitter end", e il concerto si conclude con una lunga e inaspettata versione di "20 years" che lascia il pubblico senza parole. Grande assente della scaletta e' "Pure morning", ma motivi per lamentarsi non ce ne sono.
I Placebo ieri sera hanno parzialmente sfatato il mito delle band inglesi in versione live, spesso protagoniste di esibizioni deludenti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo (i Cure sono un caso a parte, ovviamente!), e si sono dimostrati capaci di eseguire molto di piu' di banali schitarrate selvagge e confusionarie. Del resto, lo zio Robert (Smith) ha fatto scuola, e?un certo?Duca Bianco e' stato l'ispiratore di Molko per molti anni...sara' un caso?
Nota di merito anche al gruppo spalla, gli australiani Howling Bells di cui ho subito provveduto ad acquistare il cd!
Alla faccia di chi la definisce musica vietata ai maggiori di 18 anni.

